Urbino sta in cima a due colli e non ha una via piana: si sale sempre, e questo è la prima cosa da sapere prima di parcheggiare. Quello che si sale a vedere è il Palazzo Ducale, che Federico da Montefeltro si fece costruire a metà Quattrocento e che non somiglia a un castello: è una città dentro la città, con il cortile d'onore, lo studiolo intarsiato grande come uno sgabuzzino, e i due torricini che si vedono da tutta la valle. Dentro c'è la Galleria Nazionale delle Marche, e dentro la galleria c'è la Flagellazione di Piero della Francesca, che sta in una stanza e vale il viaggio da sola. Qui è nato Raffaello, e la casa dove è nato si visita. Il centro storico è patrimonio UNESCO dal 1998, ed è uno dei rari posti in cui la città rinascimentale non è un quartiere ma tutta la città.
Dormire
Sosta e pernottamento
Urbino sta in cima a due colli e il centro è chiuso al traffico: la scelta è fra dormire in basso e salire, oppure entrare in un parcheggio del bordo e stare stretti.
Area sosta camper di via Pablo Neruda
via Pablo Neruda, 61029 Urbino (PU)
area comunale gratuita con il camper service, carico dell'acqua e scarico delle acque nere e grigie. È quella dove siamo stati. Sta due chilometri scarsi sotto il centro, e in città si sale in due modi: con l'autobus, la cui fermata è lì accanto, oppure a piedi in venti o venticinque minuti, tutti in salita. OpenStreetMap segna il pozzetto di scarico poco più in là, a 43.733614, 12.626895.
è il parcheggio attaccato a Porta Valbona, cioè all'ingresso del centro storico: duecento metri e si è dentro, senza salire niente. Ha però stalli di misura normale e manovre strette, quindi va bene per un mezzo compatto, sotto i cinque o sei metri, e non per uno lungo. Nessun servizio.
Urbino è tutta in salita, e le vie del centro sono strette e in pendenza: con il mezzo non ci si entra
Il camper si lascia in basso: all'area di via Pablo Neruda, gratuita e con il camper service, e si sale con l'autobus o a piedi in venti-venticinque minuti di salita. Chi ha un mezzo corto può invece entrare a Piazza Mercatale, a duecento metri da Porta Valbona
Dal Palazzo Ducale alla casa di Raffaello sono trecento metri, ma in salita
La Fortezza Albornoz sta sul colle di fronte al palazzo, ed è il punto da cui si fotografa la città intera
Vedere
Punti di interesse
Il palazzo è la giornata. Il resto sta intorno, in un raggio di quattrocento metri, ed è tutto in salita o in discesa. Tocca un punto sulla mappa per aprirne la scheda qui sotto.
1
Palazzo Ducale e Galleria Nazionale delle Marche
Museo · ingresso a pagamento · 43.72420, 12.63615
aperto da martedì a domenica 8:30-19:15, con la biglietteria che chiude alle 18:15, e chiuso il lunedì salvo le aperture straordinarie del pomeriggio, dalle 15 alle 19, che nel 2026 valgono per giugno, luglio, agosto e settembre. Gratis sotto i 18 anni e la prima domenica del mese. Dentro ci sono la Flagellazione di Piero della Francesca, la Muta di Raffaello e la tavola della Città Ideale; lo studiolo di Federico, tutto a tarsie lignee, è la stanza più piccola e la più ricordata.
10 euro, 2 euro per i cittadini europei fra 18 e 25 anni
la casa dove Raffaello nacque nel 1483 e dove il padre Giovanni Santi aveva bottega. Da marzo a ottobre apre dal lunedì al sabato 9:00-13:00 e 15:00-19:00, la domenica e i festivi 10:00-13:00 e 15:00-18:00; da novembre a febbraio fa 9:00-14:00 nei feriali e tiene l'orario festivo la domenica. Ultimo ingresso mezz'ora prima, chiusa il 25 dicembre e il primo gennaio. Il prezzo del biglietto non è dichiarato sul sito: da verificare sul posto.
sta accanto al Palazzo Ducale, sulla stessa piazza. La facciata neoclassica è dell'Ottocento, perché il duomo precedente crollò con il terremoto del 1789.
sul colle di fronte, dentro il parco della Resistenza. Non si va per la fortezza ma per quello che si vede da lì: il palazzo con i due torricini e i tetti della città, che è l'inquadratura che tutti conoscono.
sta davanti al Palazzo Ducale, sulla piazza. Il portale rinascimentale in marmo è del 1451, e la lunetta sopra è una copia: l'originale in terracotta di Luca della Robbia è dentro il palazzo.
corsi e concerti di musica antica nelle chiese e nei cortili del centro, con gli allievi che arrivano da mezza Europa. Programma sul sito del FIMA.
Le date di quest'anno non sono ancora uscite
Festa dell'Aquilone
prima domenica di settembre
le dieci contrade di Urbino si sfidano a chi costruisce l'aquilone più bello e lo fa volare più in alto, sulle balze delle Cesane fuori città. Si fa dal 1955, la gara vera è la domenica e i giorni prima sono di preparativi per le vie: è una festa di paese e non una manifestazione, e si vede da chi la fa.
Festa del Duca
metà agosto
quattro giorni di rievocazione rinascimentale nel centro storico, con i cortei in costume, gli sbandieratori e le corti che si rifanno quelle di Federico. Va avanti dal 1982, e la città chiusa al traffico aiuta parecchio.
Ricorda
Consigli utili
Il lunedì il Palazzo Ducale è chiuso, e senza il palazzo Urbino è mezza. Se la giornata cade di lunedì, controllare prima se vale l'apertura straordinaria del pomeriggio: nel 2026 c'è da giugno a settembre, dalle 15 alle 19
Mezza giornata basta per il palazzo, ma la galleria è grande: chi guarda tutto ci mette il doppio
Si sale sempre. Con bambini o con le ginocchia in disordine, il giro del centro si sente
Il camper si lascia a via Pablo Neruda e si sale: l'autobus parte lì accanto, e a piedi sono venti-venticinque minuti di salita. Piazza Mercatale è vicinissima alla porta, ma gli stalli sono di misura normale e le manovre strette
Urbino · seconda parte
e poi?
Cosa si assaggia, e dove si va domani.
Assaggiare
Il piatto più rappresentativo, da rifare a casa tua.
sbriciola la polenta fredda in una ciotola larga e uniscila alla farina e all'uovo
impasta a lungo con le mani, aggiungendo farina se serve, finché ottieni un impasto sodo, liscio e per niente appiccicoso
lascialo riposare mezz'ora coperto, poi stendilo col mattarello su una spianatoia infarinata in una sfoglia di due o tre millimetri
taglia la sfoglia a losanghe irregolari larghe due dita, come i maltagliati, e stendile su un canovaccio infarinato senza sovrapporle
prepara il sugo: soffriggi nell'olio la cipolla, il sedano e la carota tritati fini, unisci la salsiccia sbriciolata e lasciala rosolare finché perde il colore rosa
aggiungi la passata, sala, pepa e cuoci a fuoco basso quaranta minuti
unisci i fagioli negli ultimi dieci minuti, schiacciandone una parte con la forchetta perché il sugo si leghi
lessa le cresc'tajat in acqua salata: bastano tre o quattro minuti, e vengono a galla quando sono pronte
scolale con la schiumarola, condiscile nel tegame del sugo e servi con il pecorino grattugiato
Distanze e tempi su strada, misurati con OSRM sui dati OpenStreetMap.
Guardare
Urbino in fotografie
30 scatti del nostro passaggio. Toccane uno per vederlo grande.
il Palazzo Ducale e il duomo nella luce della sera, con i due torricini e le logge in mezzo, la cupola e il campanile a sinistraFoto: Fabio Demitri, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0la città vista dall'alto, fotografata da un aquilone durante la festa di settembre, con il palazzo, il duomo e il Mercatale in mezzo ai tettiFoto: KAP Jasa, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0il duomo e il Palazzo Ducale sul colle nella luce radente, con l'Appennino dietroFoto: Sandro Viro, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0la facciata del palazzo su piazza Duca Federico, con le porte e le finestre incorniciate di pietra bianca che ripetono FE DVXFoto: Enric, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0il cortile d'onore, con il portico di colonne, l'iscrizione che corre sopra gli archi e le finestre del piano nobileFoto: Julian Lupyan, Wikimedia Commons, CC0il camino della Sala degli Angeli, con il fregio di putti che danzano su fondo azzurroFoto: Fabrizio Garrisi, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0le imposte intarsiate della porta fra la Sala degli Angeli e il Salone del Trono, con le figure in alto e le architetture in prospettiva in bassoFoto: Fabrizio Garrisi, Wikimedia Commons, CC0il Salone del Trono, con gli arazzi appesi alle pareti bianche e la volta a lunetteFoto: Enric, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0lo studiolo di Federico, con le tarsie lignee tutt'intorno in basso e i ritratti degli uomini illustri in altoFoto: Fabrizio Garrisi, Wikimedia Commons, CC0una tarsia dello studiolo, con il cesto di frutta e lo scoiattolo su un davanzale fintoFoto: sailko, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0la Flagellazione di Piero della Francesca, con il Cristo legato alla colonna sotto il portico e i tre uomini in primo piano a destraFoto: Mongolo1984, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0la Muta di Raffaello, il ritratto di donna in verde e rosso nella sua cornice dorataFoto: Mongolo1984, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0la tavola della Città Ideale, con il tempio rotondo al centro della piazza e i palazzi in prospettiva ai latiFoto: Julian Lupyan, Wikimedia Commons, CC0la facciata dei torricini vista da sotto, con le tre logge sovrapposte fra le due torri e le palme ai piediFoto: Julian Lupyan, Wikimedia Commons, CC0i torricini illuminati di notte, con le logge chiare fra le due torriFoto: Mongolo1984, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0la lapide latina sul muro di mattoni della casa natale, che ricorda Raffaello nato qui nel 1483Foto: FrDr, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0una stanza della casa di Raffaello, con il camino di pietra, il soffitto di travi e la scala di legnoFoto: Elekes Andor, Wikimedia Commons, CC BY 4.0il duomo sulla piazza, con la facciata neoclassica di pietra bianca, il fianco di mattoni con il portico e la cupola sopraFoto: Terragio67, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0il campanile e la cupola del duomo al tramonto, sopra le case di mattoniFoto: Julian Lupyan, Wikimedia Commons, CC0la navata del duomo, bianca e neoclassica, fino all'altare maggioreFoto: Sottobosco90, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0la Fortezza Albornoz, con le mura di mattoni fra gli alberi del parcoFoto: Giacomo Alessandroni, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0il palazzo e il duomo visti dalla Fortezza Albornoz, sopra i tetti della cittàFoto: Stefano Sansavini, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0la chiesa di San Francesco fra i palazzi, con il portico ad archi davanti e il campanile a punta dietroFoto: Sottobosco90, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0la lastra nel pavimento di San Francesco che copre la tomba di Giovanni Santi e Magia Ciarla, i genitori di RaffaelloFoto: Accurimbono, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0il portale rinascimentale di San Domenico, in marmo bianco sulla facciata di mattoni, con la lunetta sopra la portaFoto: FrDr, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0la lunetta in terracotta invetriata di Luca della Robbia, con la Madonna e il Bambino fra quattro santi su fondo azzurroFoto: Simon Marmion, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0il palazzo con il bastione tondo visto dal parcheggio del Mercatale, sotto Porta ValbonaFoto: sailko, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0una via in salita fra le case colorate, chiusa in cima da un arco di mattoni con la meridianaFoto: Enric, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0un vicolo a gradoni fra i muri di mattoni, che scende stretto verso il bassoFoto: FrDr, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0gli aquiloni di stoffa colorata appesi in fila sopra piazza della RepubblicaFoto: Accurimbono, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0