
Visite museali · Ascea · Italia
Elea-Velia
la città greca di Parmenide sul promontorio di Ascea, dalla città bassa con le terme e i mosaici a Porta Rosa nella gola, fino all'acropoli con il teatro e la torre medievale
Intorno al 540 avanti Cristo un gruppo di esuli di Focea, una città greca della costa dell'Asia Minore, fuggiti davanti ai Persiani, comprò questo promontorio sul mare del Cilento e ci fondò Elea, dal nome di una sorgente. In pochi decenni divenne una delle città più ricche della Magna Grecia, e la città di Parmenide e del suo allievo Zenone, i filosofi della scuola eleatica, ai quali, tutti e due, gli antichi attribuivano le sue leggi. Alleata di Roma, le diede le navi per le guerre puniche, e con il nome di Velia fu un luogo di villeggiatura e di cura, con una tradizione di medici. Poi i fiumi riempirono i porti di sabbia, il mare si allontanò, e gli ultimi abitanti salirono sull'acropoli, nel borgo medievale di Castellammare della Bruca, finché nel Seicento se ne andarono anche loro. Oggi si visita una parte della città, una decina di ettari dei novanta che aveva: la città bassa con le terme e il santuario di Asclepio, Porta Rosa, l'arco di pietra nella gola che taglia il promontorio, e in cima l'acropoli con il teatro e la torre. D'inverno costa meno, c'è poca gente, ma l'acropoli chiude nel pomeriggio: si comincia la mattina.
Come arrivarci
Il Parco non ha un parcheggio suo: il camper si lascia sullo spiazzo davanti all'ingresso o nella strada di case poco più in là, e a piedi si passa sotto la ferrovia.
- L'ingresso è in piazzale Amedeo Maiuri, a nord di Marina di Ascea: il Parco consiglia di cercare sul navigatore "Parco archeologico di Velia". Davanti c'è lo spiazzo di terra dove si lascia il camper, e dal sottopassaggio della ferrovia si arriva al cancello e alla biglietteria
- Il Parco scrive che non ha un parcheggio riservato: lo spiazzo d'inverno è gratuito, d'estate in parte a pagamento, e se un camper ci possa restare di notte non lo dice nessuno. A trecento metri, in via dei Medici Eleatici, c'è un altro parcheggio gratuito
- In treno si scende alla stazione di Ascea, sulla linea tirrenica fra Napoli e Reggio Calabria, a due chilometri e mezzo dall'ingresso
- Da Paestum, le prime domeniche del mese, il Parco mette una navetta gratuita fra i due siti; gli orari si chiedono al Parco
Informazioni pratiche
Il biglietto si compra alla biglietteria all'ingresso, aperta dalle 8:30 alle 18:30, oppure in rete, e non serve prenotare.
Durata il Parco non dice quanto dura la visita. L'area aperta è di circa dieci ettari, e dalla città bassa si sale a Porta Rosa e all'acropoli, a circa settanta metri sul mare: ci vuole una mezza giornata, con le scarpe da camminare. D'inverno si entra la mattina e si sale presto, perché l'acropoli chiude prima del resto
Prezzo 10 euro da dicembre a febbraio, 15 da marzo; vale anche per Paestum
Quando andarci tutto l'anno, d'inverno la mattina
Adatto a chi cammina; i bambini sotto i 12 anni entrano solo con un adulto. I cani entrano al guinzaglio e con la museruola, e non si avvicinano ai monumenti. Per chi ha difficoltà a camminare l'accesso è molto limitato: c'è un veicolo elettrico fuoristrada che porta all'acropoli, gratuito, da prenotare
Prenotazione non è obbligatoria; il biglietto si compra anche in rete su Vivaticket. Per la passeggiata guidata del Crinale degli Dei delle prime domeniche la prenotazione serve, per mail a pa-paeve.promozione@cultura.gov.it
Contatti
Dove si trova
Ascea · Campania
Appunti
- Gli orari, letti il 13 ottobre 2026: il Parco è aperto tutti i giorni dalle 8:30 alle 19:30, con l'ultimo ingresso alle 18:30, ed è chiuso il 25 dicembre e il 1 gennaio; il 1 gennaio 2026 però ha aperto dalle 10:00 alle 14:00, e per il Natale 2026 non ha ancora detto niente. D'inverno l'acropoli chiude prima, e dopo si visita solo la città bassa: alle 16:30 dal 25 ottobre al 13 novembre, alle 16:00 dal 14 novembre al 31 dicembre, alle 16:30 dal 2 al 22 gennaio, alle 17:00 dal 23 gennaio al 12 febbraio, alle 17:30 dal 13 febbraio al 12 marzo, alle 18:30 dal 13 al 28 marzo. Il Parco scrive anche l'ora dell'ultima visita completa, da un'ora a un'ora e mezza prima: fra metà novembre e Capodanno sono le 15:00
- I biglietti, con il listino in vigore dal 3 ottobre 2023: un biglietto solo per Velia e per Paestum, gli scavi e il museo, che vale tre giorni. Da dicembre a febbraio 10 euro, da marzo a novembre 15; dai 18 ai 25 anni 2 euro, e sotto i 18 si entra gratis, come le persone con disabilità e chi le accompagna. L'abbonamento di un anno costa 30 euro, 10 dai 18 ai 25 anni. Per le riduzioni il documento si mostra prima di pagare
- Le giornate gratuite: la prima domenica di ogni mese, il 25 aprile, il 2 giugno e il 4 novembre, senza prenotare: il biglietto gratuito si ritira alla biglietteria. Nelle prime domeniche il Parco ha messo, negli ultimi due anni, una passeggiata guidata alle 10:00 sul Crinale degli Dei, le terrazze sacre oltre Porta Rosa fra l'acropoli e la collina, con il ritrovo alle 9:30 in biglietteria e la prenotazione obbligatoria, e la visita con i visori di Immersive Velia, la città ricostruita in 3D, compresa nel biglietto. Se il Crinale si possa percorrere da soli negli altri giorni il Parco non lo scrive
- Cosa c'è e cosa no: i bagni sono dentro, accanto all'ingresso, e alla biglietteria c'è il bookshop; non ci sono un bar, un ristorante o un guardaroba, e dentro non si mangia e non si beve, non si fuma e non si entra con gli zaini grandi. Il pranzo si fa in camper. Fuori dal Crinale delle prime domeniche e dalle sere d'agosto il Parco non organizza visite guidate: si chiede alle guide abilitate della Regione o al concessionario dei servizi
- La città bassa: dal cancello il vialetto costeggia le mura, cinque chilometri di cinta già nel VI secolo avanti Cristo, e davanti alle mura i piccoli mausolei della necropoli romana, del I e II secolo dopo Cristo, con le lapidi di un veterano della flotta e di un cavaliere morto in una tempesta lungo questa costa. Si entra da Porta Marina Sud, con la sua torre quadrata, e lungo via di Porta Marina si incontra a destra un edificio pubblico dell'età di Augusto con un criptoportico a tre bracci, dove sono state trovate le erme e le statue dei medici della città: forse una palestra, forse la scuola medica. Poco oltre la Masseria Cobellis, una casa di campagna dell'Ottocento costruita sopra un edificio romano con il ninfeo
- Le terme e il santuario: salendo verso Porta Rosa ci sono le terme romane del II secolo dopo Cristo, con il frigidarium a mosaico bianco e nero, gli animali e i mostri marini; nel Medioevo la vasca del calidarium diventò un fonte battesimale. Sopra, il santuario di Asclepio, l'Asklepieion, su tre terrazze: la più bassa è una piazza di trenta metri per diciassette con il portico su tre lati. Più in là le terme ellenistiche, del III secolo avanti Cristo, con le vasche a sedile in cerchio, e sotto l'acropoli la Casa degli affreschi, una casa del II secolo avanti Cristo con più di trenta stanze, che conserva in parte l'intonaco dipinto
- Porta Rosa sta nel punto più stretto della gola che divide in due il promontorio, ed è della fine del IV secolo avanti Cristo: un arco a tutto sesto di blocchi di arenaria messi a secco, con un arco di scarico sopra. Non era una porta ma un viadotto: sotto passava la strada fra i quartieri del sud e quelli del nord, sopra quella che saliva all'acropoli. Fu interrata già nel III secolo avanti Cristo, e la terra l'ha conservata. La strada lastricata che ci sale è via di Porta Rosa. Nel 2009 fu chiusa per la caduta di un masso, e riaperta nel 2011
- L'acropoli è la cima del promontorio, a circa settanta metri sul mare, dove stava il primo abitato dei Focei. Ci sono il teatro, rifatto dai Romani, con una ventina di file di gradini per circa duemila spettatori e la vista sulla piana; il basamento del grande tempio, in un santuario che il Parco dice probabilmente di Atena, dove nel 2022 è stato annunciato anche un tempio arcaico più antico; e il borgo medievale di Castellammare della Bruca, con la torre angioina della fine del Duecento, la Cappella Palatina e la chiesa di Santa Maria di Portosalvo. La cappella e la chiesa sono gli spazi della mostra: nella prima i primi decenni della città focea, nella seconda la vita di tutti i giorni e la scuola di Parmenide e Zenone. Che d'inverno chiudano con l'acropoli è probabile, ma il Parco non lo scrive. Dall'alto il mare è lontano: i fiumi Alento e Palistro hanno riempito di terra la costa, e il promontorio, che era sul mare, oggi guarda una piana
- D'estate le sere di agosto il Parco apre la città bassa e l'acropoli dalle 20:00 a mezzanotte per i concerti, il teatro e le visite accompagnate; sono nella scheda di Marina di Ascea, con gli altri eventi
- Il nome di Elea lo prese Adriano Olivetti per i calcolatori della sua azienda, negli anni Cinquanta
- Il biglietto vale anche per Paestum per tre giorni, con il museo: chi dorme da queste parti lo usa il giorno dopo
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