Questa scheda è in bozza: si vede qui sull'anteprima e non sale in produzione.

Visite museali · Sulmona · Italia
I confetti di Sulmona, dal museo Pelino alle botteghe del corso
la mandorla vestita di zucchero nelle bassine di rame, il museo dentro la fabbrica che li fa dal Settecento, e le vetrine di corso Ovidio piene di fiori, grappoli e spighe di confetti, come li montavano le clarisse
A Sulmona i confetti non sono una bomboniera: sono il mestiere della città. Una mandorla, di solito quella di Avola, gira in una bassina, la grande pentola di rame che un tempo si faceva oscillare a mano appesa alle corde, e si veste strato dopo strato di zucchero, senza amido né farina, finché diventa liscia e lucida. A Sulmona si fanno così, dicono le fonti, almeno dalla fine del Quattrocento, e la tradizione racconta che furono le clarisse del monastero di Santa Chiara, su piazza Garibaldi, a legarli con la seta in fiori, grappoli, spighe e rosari da regalare agli sposi. Il posto per capirlo è il Museo dell'arte e della tecnologia confettiera, dentro la fabbrica Pelino, a un chilometro dal centro: le bassine, le macchine dal vapore all'elettricità, il laboratorio di un confettiere del Settecento, le bomboniere antiche, i diplomi delle esposizioni. Poi si torna in centro, su corso Ovidio, dove le botteghe espongono i confetti montati in mazzi di fiori di tutti i colori, e in piazza XX Settembre c'è la confetteria Rapone. Il museo è gratuito, e il giro si fa in una mattina, con il camper fermo all'area sotto le mura.
Come arrivarci
La fabbrica Pelino è fuori dal centro, a sud, sulla strada per Introdacqua: settecento metri oltre Porta Napoli, mezz'ora a piedi dall'area camper, e il resto del giro è in centro.
- A piedi dall'area camper di via Iapasseri, descritta nella scheda di Sulmona: si sale in centro con l'ascensore, si percorre corso Ovidio fino a Porta Napoli, e da lì si scende verso sud per via Stazione Introdacqua, fino al civico 55. Sono poco più di due chilometri
- Con il camper alla fabbrica: a fianco dello stabilimento c'è un parcheggio, e conviene chiedere se c'è posto telefonando per gli orari, allo 0864 210047
- Le botteghe sono tutte dentro le mura, lungo corso Ovidio e intorno a piazza Garibaldi, dove il camper non entra: la ZTL ha le telecamere
- Le fabbriche fuori città: William Di Carlo è in viale del Lavoro, nella zona industriale verso la stazione, e Confetti Ovidio in contrada San Nicola, sempre nella zona industriale; lì con il camper si arriva
Informazioni pratiche
Il museo è gratuito e non si prenota; gli orari del 2026 la fabbrica non li pubblica, e si telefona prima.
Durata un'ora al museo Pelino e allo spaccio, un'ora o due per corso Ovidio e le botteghe del centro; con le fabbriche della zona industriale fa una mattina intera
Prezzo gratuito il museo
Quando andarci tutto l'anno
Adatto a tutti, e ai bambini piacciono le vetrine. Dell'accessibilità del museo, che è su due piani, le fonti non dicono niente
Prenotazione non serve per il museo, dove su richiesta c'è una guida che parla anche inglese. I gruppi chiedono prima alla fabbrica
Contatti
Dove si trova
Sulmona · Abruzzo
Appunti
- Gli orari di Pelino: il sito di oggi è solo un negozio in rete e non li scrive. L'ultimo orario pubblicato dalla fabbrica, nel 2023, era dal lunedì al sabato 8:00-12:30 e 15:00-19:00, per il museo e per il negozio, con la domenica chiusa; altre guide scrivono orari un po' diversi, e una dice il museo visitabile su richiesta. Si telefona allo 0864 210047, e si chiede anche di agosto e dei festivi
- Cosa c'è nel museo: nato nel 1988, sta in un'ala della fabbrica, su due piani. Alle pareti i diplomi, le medaglie e i premi delle esposizioni dall'Ottocento in poi, e i brevetti; poi la collezione delle bomboniere antiche e il primo telefono installato a Sulmona. In un'altra sala è ricostruito un laboratorio del Settecento, con i mulini, la tostatrice, i mortai, la sbucciatrice, e il dispositivo con i colini per i confetti al rosolio; infine le macchine della fabbrica dell'Ottocento e del Novecento. Si vede anche come si lavorava nelle bassine: se dal museo si veda la produzione di oggi le fonti non lo dicono
- Come si fa un confetto: la mandorla sbucciata gira nella bassina mentre si versa lo sciroppo di zucchero, e l'aria calda la asciuga; si ripete strato dopo strato, poi si lucida. Nessuna farina, nessun amido. Di Carlo usa solo la mandorla pizzuta di Avola; Rapone fa anche i confetti con la cannella, le scorzette d'arancia ricoperte e i confetti allo zafferano. I confetti cannellini di Sulmona sono quelli che, racconta Antonio Ranieri, arrivavano a Giacomo Leopardi
- Le altre confetterie: William Di Carlo, in viale del Lavoro 15, con il negozio aperto, scrive il sito, 9:15-13:00 e 15:30-19:00, senza dire i giorni di chiusura (0864 253070); Confetti Rapone, in piazza XX Settembre 7, con l'interno liberty color pastello (0864 51201); Confetti Ovidio, dal 1980, in contrada San Nicola, con lo spaccio aperto dal lunedì al sabato 9:00-19:00 e la domenica su appuntamento (393 972 1806). Nessuna delle tre dice di far visitare la produzione
- Le botteghe del corso: lungo corso Ovidio e intorno a piazza Garibaldi le vetrine montano i confetti in fiori, mazzi, cesti, farfalle, spighe e grappoli, con la carta velina, il tulle e il raso. Si compra a peso e a pezzi; i prezzi in rete non li pubblica nessuno
- Le clarisse: il monastero di Santa Chiara fu fondato intorno al 1260 da Floresenda da Palena, ed è oggi il museo diocesano della scheda di Sulmona. Che le monache montassero i confetti con la seta intorno al Quattrocento lo raccontano il FAI e le confetterie, senza un documento con la data; il parlatorio delle monache, con la ruota, è chiuso dopo i terremoti
- Una festa dei confetti a Sulmona non c'è: le vetrine si vedono tutto l'anno. Per la Pasqua, quando la città è piena per la Madonna che scappa, le botteghe sono aperte e affollate
- Cosa portare a casa: i confetti si conservano a lungo e viaggiano bene in camper, lontani dal caldo del cruscotto d'estate
Foto: Claro48, Wikimedia Commons, Public domain
Foto: Maddy16869, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
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Foto: Zitumassin, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
Foto: Superchilum, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
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